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Claude Cowork: i 2 file che trasformano l'AI in assistente personale

Scopri come trasformare Claude in un assistente personale con memoria permanente usando solo 2 file. Setup pratico per professionisti.

5 min di lettura
Claude Cowork: i 2 file che trasformano l'AI in assistente personale

Quante volte hai dovuto rispiegare lo stesso contesto a ChatGPT o Claude? Ogni nuova chat ricomincia da zero. È come avere un assistente che dimentica tutto quello che gli hai detto il giorno prima.

Quando ho scoperto Cowork di Claude, mi sono reso conto che il problema non era la memoria dell'AI, ma come strutturavamo il sistema di istruzioni. E ho capito una cosa: per costruire un vero secondo cervello digitale non servono decine di tool o configurazioni complesse. Bastano due file di testo.

Come funziona Claude Cowork (e perché è diverso)

Cowork è una modalità di lavoro di Claude che ti permette di salvare istruzioni permanenti e memoria di contesto in file locali. A differenza delle chat standard, Cowork legge questi file all'inizio di ogni sessione e li usa come sistema operativo della conversazione.

Il vantaggio? Non devi più incollare prompt lunghissimi o ripetere le stesse informazioni. Claude sa già chi sei, cosa fai, come preferisci lavorare. È la differenza tra parlare con un estraneo e collaborare con qualcuno che conosce il tuo workflow.

Ho testato questo approccio per settimane su progetti reali: dalla pianificazione di campagne pubblicitarie alla gestione di workflow di automazione. Risultato: ho tagliato del 40% il tempo speso a "preparare" l'AI prima di lavorarci davvero.

Il file claude.md: il manuale di istruzioni permanente

Il primo file da creare è claude.md. Questo è il cervello del sistema: contiene le istruzioni che Cowork legge all'inizio di ogni sessione.

Cosa ci metti dentro? Tutto quello che vuoi che Claude sappia di default:

  • Chi sei e cosa fai ("Sono un freelancer che lavora con PMI italiane su progetti di AI e automazione")
  • I tuoi workflow preferiti ("Quando ti chiedo di scrivere un articolo, segui sempre questa struttura...")
  • Routing map: istruzioni condizionali che attivano modalità specifiche in base al contesto ("Se parlo di viaggi, carica la workstation travel")
  • Tool e strumenti che usi abitualmente ("Per automazioni uso Make, per agenti uso LangGraph")

Nel mio caso, ho incluso una routing map che attiva automaticamente configurazioni diverse a seconda del progetto: se parlo di advertising, Claude sa che lavoro con Google Ads e Meta Ads; se parlo di automazione, sa che uso Make e n8n.

La vera potenza di claude.md è che elimina la ridondanza. Non devi più spiegare ogni volta come vuoi che Claude scriva, ragioni o ti risponda. Lo fai una volta sola, e poi diventa la baseline di tutte le conversazioni.

Il file memory.md: la memoria persistente tra sessioni

Il secondo file è memory.md. Questo è il registro delle decisioni, dei progetti attivi e dei dettagli che vuoi che Claude ricordi da una sessione all'altra.

Esempi concreti di cosa salvare in memory.md:

  • Progetti in corso: "Sto lavorando a una campagna Google Ads per un cliente nel settore food"
  • Decisioni prese: "Ho deciso di usare OpenRouter invece di API dirette per testare più modelli"
  • Task ricorrenti: "Ogni volta che pianifico un viaggio, devo controllare visti e documenti"
  • Preferenze operative: "Quando scrivo articoli, preferisco esempi pratici a teoria generale"

Il vantaggio di memory.md è che Claude può aggiornarla autonomamente durante le sessioni. Se gli dici "Ricordami di controllare il visto per Taiwan la prossima volta che organizzo un viaggio", lui salverà quella nota nel file. Alla sessione successiva, te lo ricorderà.

Ho usato questo meccanismo per gestire progetti client: ogni volta che prendo una decisione importante su un workflow di automazione, la salvo in memory.md. Quando riapro la sessione settimane dopo, Claude sa esattamente a che punto eravamo.

Perché questo setup funziona meglio di alternative cloud

Potresti chiederti: perché non usare i progetti di ChatGPT o le custom instructions? Ho testato entrambi. Il problema è che sono troppo rigidi o troppo generici.

Con claude.md e memory.md hai controllo totale:

  • Puoi versionare i file con Git e tracciare come evolve il tuo sistema di istruzioni
  • Puoi creare routing map complesse che attivano comportamenti diversi in base al contesto
  • Puoi condividere template con altri professionisti senza dipendere da interfacce proprietarie
  • Hai ownership completo sui tuoi dati: nessuna piattaforma ti chiude fuori

E soprattutto: è scalabile. Puoi iniziare con due file semplici da 10 righe ciascuno e farli crescere man mano che capisci cosa serve davvero. Non devi progettare un sistema perfetto dal giorno uno.

Come iniziare (passo per passo)

Ecco i passaggi concreti per attivare il sistema:

  1. Crea una cartella locale chiamata Cowork_OS
  2. Dentro la cartella, crea un file vuoto chiamato claude.md
  3. Aggiungi le istruzioni di base: chi sei, cosa fai, come vuoi che Claude lavori con te
  4. Crea un secondo file vuoto chiamato memory.md
  5. Inizia con una lista di progetti attivi o decisioni recenti
  6. Apri Claude in modalità Cowork e carica i due file all'inizio della sessione

Il mio consiglio: parti con il minimo indispensabile. Nel mio primo claude.md avevo solo tre righe: "Scrivi sempre in italiano, usa tono diretto, esempi concreti prima di teoria". Poi ho aggiunto pezzi man mano che capivo cosa mi serviva davvero.

Non cercare di costruire il sistema perfetto subito. Usa il sistema, osserva dove perdi tempo a rispiegare cose, e aggiungi quelle istruzioni nei file. In due settimane avrai un setup che ti fa risparmiare ore ogni settimana.

La vera domanda è: se possiamo dare memoria e contesto permanente all'AI, quanto tempo passerà prima che l'AI sappia più cose su di noi di quanto ne sappiamo noi stessi?