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Il mio setup Claude Code completo: workflow, automazioni e PRD

Come ho costruito un sistema completo con Claude Code: PRD, workflow, dashboard e autonomous builder. Scopri come replicarlo anche senza saper programmare.

7 min di lettura
Il mio setup Claude Code completo: workflow, automazioni e PRD

Ogni mattina apro Apple Notes e trovo un digest quotidiano già pronto: investimenti, calendario, email, task del giorno. Se voglio approfondire, ho una dashboard personalizzata che mi mostra tutto in un colpo d'occhio. E mentre dormo, Claude Code costruisce per me nuovi progetti e workflow. La domanda che mi faccio sempre più spesso è: fino a quando sarò io a usare l'AI, e non viceversa?

In questo articolo ti mostro come ho costruito questo sistema e come puoi replicarlo, anche se non sai programmare. Ti condivido anche i prompt e la logica dietro ogni scelta: non si tratta di copiare un setup, ma di capire come progettare il tuo.

Come configurare Claude Code per lavorare con te (non solo per te)

Il primo passo è impostare le operating instructions nel menu Settings di Claude Code. Qui definisci come vuoi che l'AI si comporti: non solo cosa deve fare, ma come deve pensare.

Io ho strutturato le mie istruzioni in quattro sezioni:

  • Building things : prima di costruire qualsiasi cosa, Claude deve scrivere un PRD (Product Requirements Document). Niente improvvisazione. Il PRD include problema, criteri di successo, scope, vincoli, piano di build. Solo dopo aver ricevuto il mio ok esplicito, può partire.
  • Pushback e chiarimenti : voglio che Claude mi faccia domande, che sollevi dubbi, che segnali trade-off che potrei non aver considerato. Un assistente che dice sempre di sì è inutile.
  • Note-taking : documentare tutto, sempre. La gestione della memoria è cruciale quando lavori con un agente locale.
  • Reversibilità : se un'azione è difficile da annullare, fermarsi e chiedere conferma. Meglio un'interruzione in più che un disastro silenzioso.

Questo approccio richiede qualche minuto in più all'inizio, ma ti risparmia ore di correzioni dopo. Claude Code è uno strumento potente: se non gli insegni a pensare con te, finisce per fare solo quello che gli dici letteralmente, non quello che intendi.

Scrivere il PRD iniziale: la base di tutto

Questa è la parte più importante. Il PRD è il blueprint del tuo sistema. Se lo fai bene, tutto il resto scorre. Se lo fai male, costruisci su fondamenta traballanti.

Nel mio PRD ho definito tre cose fondamentali:

I progetti iniziali. Ho scelto di partire con una dashboard per gli investimenti, un digest mattutino che aggrega dati da Google Calendar, email e Slack, e una suite di skill personalizzate. Le skill sono istruzioni che dicono a Claude come eseguire task specifici: today per aggiornare il digest, research per analizzare un titolo azionario, prep per prepararmi a un meeting. Se vuoi approfondire il concetto di skill, ti consiglio di cercare tutorial sui fondamentali di Claude Code: è un layer che cambia completamente il modo in cui usi l'AI.

L'architettura dei dati. Claude Code è un agente locale: lavora su file e cartelle nel tuo computer. Ho strutturato tutto dentro una cartella principale con tre layer: dati grezzi, trasformazioni, output finali. Pensa a questa struttura come a un lago artificiale: hai bisogno di pipeline che portano acqua (dati) dentro, e di meccanismi che la fanno circolare. Le dashboard, i digest, i builder non sono altro che modi diversi di trasformare e presentare quei dati.

Il piano di build. Ho stimato 5 ore per costruire tutto. Il PRD le ha suddivise così: ora 1 per impostare la struttura dati e i flussi di base, ore 2-4 per costruire i singoli progetti (dashboard, digest, skill, autonomous builder), ora 5 per testing e rifinitura. Questo schema mi ha permesso di lavorare con un ritmo chiaro, senza improvvisare.

Un consiglio: quando progetti il tuo PRD, parti dai problemi concreti che vuoi risolvere, non dalle funzionalità che ti sembrano fighe. Io volevo smettere di aprire 6 app diverse ogni mattina per capire cosa mi aspettava nella giornata. Da lì è nato il digest. Vuoi automatizzare follow-up via email? Costruisci una skill dedicata. Vuoi tracciare metriche di business? Parti da una dashboard. I progetti migliori nascono da friction reali.

Costruire l'infrastruttura: folder, plugin e primi workflow

Una volta pronto il PRD, si passa all'esecuzione. Per fortuna, la parte più meccanica richiede letteralmente un minuto.

Crei una cartella sul tuo Mac (o PC), la colleghi come progetto in Claude Code, inserisci il file PRD dentro, e gli dici: "Inizia a costruire seguendo il PRD". A quel punto Claude ti guida step by step: installare plugin, configurare connettori, impostare le prime skill.

L'ora 1 del mio piano era dedicata a costruire il "lago": folder structure, task schedulati per aggiornare dati, connessioni a Google Calendar e altri servizi. Questo è il layer invisibile ma essenziale. Senza dati che circolano in modo affidabile, qualsiasi dashboard o automazione resta un guscio vuoto.

Nelle ore 2-4 ho costruito i progetti veri e propri. La dashboard investimenti che aggrega i miei titoli, calcola performance, e mi mostra news rilevanti. Il digest mattutino che mi sintetizza la giornata in un colpo d'occhio. Le skill per ricerca, prep meeting, aggiornamenti on-demand. E infine l'autonomous builder, il progetto più avanzato: un sistema che ogni 30 minuti controlla se c'è un nuovo PRD nella cartella "pending", lo prende in carico, lo costruisce durante la notte, e al mattino trovo il progetto finito nella cartella "done".

Non è tutto automatico e perfetto. Claude chiede permessi, a volte serve fare piccole correzioni al PRD mentre costruisci, qualche workflow va ritoccato. Ma con un PRD solido, arrivi al 95% senza intoppi. Il resto è debugging leggero.

Autonomous builder: costruire mentre dormi

Questo è il pezzo che mi diverte di più. Ho impostato Claude Code per suggerirmi ogni settimana nuovi progetti da costruire: workflow per la produttività, script per analisi dati, dashboard per metriche che non sto ancora tracciando. Claude scrive i PRD, io li approvo (o modifico), e lui li mette in coda. Ogni 30 minuti controlla se c'è qualcosa da buildare. Se trova un PRD in pending, lo sposta in "in progress", costruisce, e quando ha finito lo mette in "done" (o "failed" se qualcosa è andato storto).

Il risultato? Mi sveglio e trovo un nuovo tool pronto. A volte lo uso subito, a volte lo archivio, a volte diventa il punto di partenza per qualcosa di più grande. Ho costruito così un resource hub per organizzare link e documenti di progetto, uno script per analizzare pattern nei miei task completati, una dashboard per tracciare metriche di salute.

Ovviamente questo richiede una gestione della memoria più sofisticata: quando costruisci molti progetti, Claude inizia a "dimenticare" dettagli importanti. Ho dovuto implementare un sistema di memory management più strutturato, con log dettagliati e una cartella dedicata ai context refresh. È un tema avanzato, ma se usi Claude Code intensivamente, prima o poi ci arrivi.

La cosa interessante è che l'autonomous builder non è solo un'automazione: è un modo per esternalizzare la parte meccanica del lavoro e tenere per te solo le decisioni strategiche. Definisci cosa costruire, Claude lo costruisce. Tu verifichi, iteri, usi. È un loop che accelera tantissimo.

Cosa ho imparato costruendo questo sistema

Dopo mesi di uso quotidiano, alcune lezioni si sono cristallizzate.

Il PRD non è opzionale. Senza un documento chiaro che definisce problema, scope, criteri di successo, Claude costruisce quello che capisce, non quello che vuoi. Il PRD è l'unico modo per allineare la tua intenzione con l'esecuzione dell'AI.

La struttura dati viene prima dei progetti. Se non hai pipeline affidabili per portare dentro i dati e farli circolare, costruisci sulla sabbia. Ogni dashboard, ogni skill, ogni automazione dipende da quella base. Investici tempo all'inizio.

La memoria è il collo di bottiglia. Più progetti costruisci, più Claude dimentica dettagli importanti. Documenta tutto, usa log strutturati, implementa task di memory refresh. È noioso, ma necessario.

Non tutto deve essere perfetto subito. Costruisci, testa, itera. Il mio primo digest mattutino era un semplice elenco di eventi. Ora include analisi, suggerimenti, priorità. Il sistema cresce con te.

E la domanda di fondo resta aperta: stiamo costruendo strumenti che ci servono, o stiamo addestrando sistemi che un giorno non avranno più bisogno di noi per decidere cosa costruire? Per ora, la risposta mi interessa meno del fatto che posso fare in un'ora quello che prima mi prendeva una giornata. Ma è una domanda che vale la pena tenere a mente.

Se stai iniziando con Claude Code, il mio consiglio è di partire piccolo: un digest, una dashboard, una skill. Costruisci il tuo lago di dati, testa i flussi, e solo dopo aggiungi complessità. La tentazione di automatizzare tutto subito è forte, ma la vera produttività nasce da sistemi semplici che funzionano, non da castelli di automazioni fragili.