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Il Mio Sistema Claude Cowork (Senza Perdersi in Tecnicismi)

Scopri come costruire un sistema Claude Cowork personalizzato per automatizzare routine quotidiane, senza tecnicismi. Guida pratica per professionisti.

7 min di lettura
Il Mio Sistema Claude Cowork (Senza Perdersi in Tecnicismi)

L'AI non ti ruberà il lavoro. Ma un professionista che ha costruito un sistema di AI personalizzato per automatizzare le proprie routine quotidiane, sì. Quello potrebbe davvero fare la differenza. E la notizia? Non serve un dottorato in machine learning per costruirlo.

Quando ho iniziato a esplorare Claude Code e il sistema Cowork, la mia prima reazione è stata: "Troppo complicato per me". Poi ho capito che dietro l'apparente complessità c'era una logica disarmante: file di testo semplici che dicono all'AI come comportarsi, cosa ricordare e dove trovare le informazioni. In questo articolo ti mostro come ho costruito il mio personale sistema Cowork, senza bruciare limiti di token o impazzire tra cartelle annidate.

Come Funziona Claude Cowork: La Logica Alla Base

Il sistema Cowork si basa su un'idea semplice: contestualizzazione persistente. Invece di ripetere le stesse istruzioni ogni volta che apri una sessione con Claude, insegni all'AI una volta sola le tue preferenze, il tuo tone of voice, le tue priorità. E poi Claude le ricorda.

Il cuore del sistema sono due file markdown:

  • claude.md : il manuale di istruzioni che dice a Claude come comportarsi in ogni situazione
  • memory.md : il taccuino dove Claude annota cosa hai fatto nell'ultima sessione, quali progetti stai seguendo, cosa deve ricordare per la prossima volta

Quando inizi una nuova sessione, Claude legge automaticamente questi due file. Non devi fare nulla. È come avere un assistente che si presenta ogni mattina già aggiornato su tutto quello che avete fatto ieri.

E la parte migliore? Sono solo file di testo. Niente codice, niente configurazioni complesse. Apri il file, leggi, capisci. Se sai scrivere in un editor di testo, sai modificare questi file.

Costruire il Livello Root: Le Fondamenta del Sistema

Ho organizzato il mio sistema Cowork come se fosse un piccolo sistema operativo. Al livello più alto, la cartella root, ci sono le regole generali che valgono sempre, qualunque cosa io stia facendo. Un po' come la Costituzione italiana: si applica a tutti, ovunque.

Ecco cosa contiene la mia cartella root:

  • claude.md : le istruzioni master. Dentro c'è scritto che Claude deve leggere memory.md all'inizio di ogni sessione, come deve gestire i progetti attivi, dove trovare i principi del mio tone of voice.
  • memory.md : contiene due sezioni. "Active Projects", dove elenco i progetti in corso (newsletter settimanale, campagne Google Ads per clienti, esperimenti con LangGraph). E "Memory", dove Claude annota cose che gli chiedo di ricordare ("Ricordati che preferisco risposte concise" o "Il cliente X preferisce report su Google Sheets").
  • Cartella 00_resources : qui dentro c'è il file voice_principles.md, che contiene i pattern di scrittura estratti dalle mie email, articoli, note. Claude carica questo file solo quando deve scrivere qualcosa per me.

Per visualizzare questi file in modo leggibile, uso Obsidian (app gratuita). Non serve imparare a usarla: la apri, punti alla cartella root, e leggi i file markdown come se fossero pagine di un quaderno digitale.

La sezione più importante del mio claude.md è la "Routing Map": una tabella che dice a Claude quale "workstation" caricare in base al tipo di task. Se gli chiedo di scrivere un'email, carica Email HQ. Se gli chiedo di rivedere le spese, carica Personal Finances. È un sistema di routing automatico che tiene bassi i token caricati in ogni sessione.

Insegnare a Claude il Tuo Tone of Voice (In 5 Minuti)

Una delle prime cose che ho fatto è stato connettere Claude alla mia Gmail tramite i connettori nativi. Poi ho dato a Claude un prompt semplice: "Analizza le ultime 30 email che ho inviato ed estrai i pattern ricorrenti del mio modo di scrivere".

Claude ha scandagliato le email, ha identificato che tendo a essere diretto, che uso frasi brevi, che evito giri di parole e che chiudo quasi sempre con una micro-CTA implicita. Ha scritto tutto nel file voice_principles.md.

Se non hai Gmail connessa, puoi fare lo stesso con 5 campioni di scrittura: email, articoli, note. Basta incollarli in una sessione e chiedere a Claude di estrarre i pattern. Il risultato è un profilo del tuo stile che Claude consulta ogni volta che deve scrivere qualcosa per te.

Il mio file voice_principles.md oggi ha più di 150 righe. Non le ho scritte io: Claude le ha aggiunte man mano, sessione dopo sessione, ogni volta che ho corretto un output o detto "Ricordati che preferisco X". È un file che cresce con te.

Workstation Universali vs Dedicate: Come Organizzare i Progetti

Sotto il livello root, ho creato le "workstation": cartelle tematiche, ognuna con il proprio claude.md, memory.md e cartella resources. Ci sono due tipi di workstation.

Workstation universali gestiscono attività trasversali. Esempio: Email HQ. Scrivo email ai clienti, ai fornitori, ai collaboratori. Le regole su come scrivo email valgono ovunque, quindi Email HQ è una workstation universale.

Workstation dedicate gestiscono un'area specifica. Esempio: Personal Finances. Qui tengo estratti conto, categorie di spesa, reminder fiscali. Le regole di questa workstation si applicano solo quando lavoro sulle finanze personali.

Quando chiedo a Claude di scrivere un'email di follow-up dopo un meeting, Claude:

  • Carica il mio voice_principles.md (livello root)
  • Carica Email HQ claude.md (workstation universale)
  • Cerca nel calendario l'ultimo evento, legge il transcript del meeting dalla cartella dedicata
  • Identifica che si tratta di un progetto corporate training, quindi carica anche la workstation Speaking Engagements
  • Scrive l'email seguendo tutte queste regole sovrapposte

Questo è lo stacking delle regole: ogni livello aggiunge contesto senza sovrascrivere quello superiore. È il motivo per cui gli output di Claude suonano come me, anche se non ho scritto una riga di prompt quella mattina.

Tre Trucchi Per Tenere Bassi i Token (E i Costi)

Claude Cowork può diventare costoso se carichi troppo contesto in ogni sessione. Ho imparato tre regole che mi hanno fatto risparmiare ore di frustrazione e parecchi euro:

1. Tieni il file root claude.md sotto le 300 righe. Questo file viene caricato in ogni sessione. Se diventa un mattone, bruci token inutilmente. Sposta le istruzioni dettagliate nei file delle workstation o nella cartella resources, e usa il root claude.md solo per puntare a quei file quando servono.

2. Non ripetere la stessa regola in più file. Se nel tuo voice_principles.md hai già scritto "Evita giri di parole", non riscriverlo anche in Email HQ claude.md. Ogni workstation deve contenere solo regole specifiche a quell'area, non duplicare quelle globali.

3. Usa Sonnet come modello predefinito. Opus è più potente, ma costa cinque volte di più. L'80% delle volte, Sonnet è più che sufficiente. Passa a Opus solo per task complessi con tre o più passaggi concatenati.

Alla fine di ogni sessione, lancio un comando che ho salvato come skill personalizzata: "/session_audit". Claude scansiona l'intera conversazione, identifica nuove preferenze o pattern che dovrebbe ricordare, e li aggiunge automaticamente ai file memory.md o voice_principles.md. È un modo per far crescere il sistema senza doverci pensare ogni volta.

Perché Dovresti Iniziare a Costruire il Tuo Sistema Oggi

Non sono uno che fa allarmismi. Ma se c'è una cosa su cui non transigo, è questa: devi iniziare a costruire un sistema di contestualizzazione personale per l'AI adesso. Non domani, non la settimana prossima. Oggi.

Non importa se usi Claude Cowork, se aspetti che Google o OpenAI lancino qualcosa di simile, o se costruisci il tuo sistema custom con Make e OpenRouter. La piattaforma è secondaria. Quello che conta è che inizi a insegnare all'AI come lavori tu, cosa ti serve, quali sono le tue priorità.

Perché? Perché le regole, i pattern, la memoria si accumulano sessione dopo sessione. Ogni volta che correggi un output, ogni volta che dici "Ricordati questo", stai addestrando il tuo assistente personale. E un professionista che ha sei mesi di contesto accumulato nel suo sistema sarà sempre avanti rispetto a chi parte da zero.

Non serve che tu usi i miei template. Non serve che tu segua la mia struttura alla lettera. Ma devi partire. Crea una cartella, scrivi un file di istruzioni base, inizia a insegnare all'AI come lavori. Il resto verrà da sé.

E se ti stai chiedendo: "Ma fino a quando sarò io a usare l'AI, e non viceversa?" — beh, questa è una domanda che vale la pena tenere aperta. Nel frattempo, tanto vale costruire il miglior sistema possibile.